FRINGE! Psicoacustica – 2a puntata.

Francesco Arcuri e la sua postazione per Noi Non Siamo Qui.

 

Siamo al 12esimo giorno di permanenza qui al Fringe Festival di Edinburgo, Scozia.

Oggi pomeriggio facciamo la quarta replica.

Oggi festeggio le due settimane senza fumo (tanti auguri a meeee, tanti auguri a meeee, tanti auguri brava SARAH, tanti auguri a meee – lo diceva il libro di premiare i propri successi…).

Inti dice che secondo lui potrebbero esserci 15 gradi. Comunque, è nuvoloso, c’è vento e fa freddo – neanche troppo dai per essere novembre…

Mi sembra doveroso chiudere il cerchio della psicoacustica raccontando questo avvenimento tratto da una storia vera (la mia) – ma ricordate sempre che “ogni riferimento a fatti persone eccetera eccetera eccetera”.

Simulo un dialogo tra me (Littel Italian) e un immaginario Direttore Tecnico del Teatro Che Ci Ospita, che per semplicità chiameremo PIT. Diciamo che io e Pit ci incontriamo per caso in un corridoio della venue, il giorno dopo il nostro intervento di psicoacustica.

 

PIT: Hey ciao come va?

L.I.: Bene, bene.

PIT: Senti, sono stato stamattina nella Demonstration Room (la nostra sala, NdR) e davvero non ci credevo: voi ragazzi avete fatto un lavoro incredibile. Sono entrato, ho urlato forte, e… Niente! Sembra un altro posto! Adesso sì che è un TEATRO!

L.I.:

 

 

Adesso sì che è un vero teatro?!

Ecco, forse pensavamo che GOOD LUCK fosse il peggio, ma, come al solito, c’ha ragione Josephine Magliozzi quando dice: Cara mia, al peggio nun c’è mai fine.

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