CASA! Licia Colò, le riunioni di produzione, la Pasqua al contrario.

cucina

Da dove cominciare?

Va tutto così in fretta e lento. Così in fretta e lento che domani è venerdì e ho l’appuntamento per firmare il contratto = chiavi in mano. E tutto quell’elenco infinito di cose che continuo a ripassare in testa, che cosa fare e come farlo, potrà diventare operativo. Ho contemporaneamente fretta e paura.

Sono lì che mi arrovello sguardo perso nel vuoto con l’elenco che mi scorre davanti agli occhi, sento una voce che mi chiama e vedo una luce bianchissima.

Sarah… Sarah…

Dimmi.

E’ tutto confuso, vero? Tranquilla. Adesso ci mettiamo qui e facciamo un PIANO DI PRODUZIONE.

Piano di produzione? Ma non siamo mica in ufficio, penso. Penso ma non dico. Non dico e mi volto verso la luce.

Ma tu sei… Tu sei Licia Colò!

Sì, e sono qui per aiutarti, dice lei prendendo carta e penna e iniziando a scrivere un Ordine di Servizio.

Ma tu… Oddio… Ma è dai tempi di Bim Bum Bam che io voglio dirti… Oddio Licia ci sono un milione di cose che vorrei dirti… Bim Bum Bam, poi io sono cresciuta e… Parlami, parlami dell’esilio nei ghiacchi sempiterni del polo con gli orsi bianchi e le Golia…

Ma tu non badi a me. Tu china sul block notes con i riccioli biondi che ti coprono il viso, ti accendi una sigaretta (Licia ma come: fumi?) senza smettere di scrivere: date. Elenchi. Orari. Le cose da fare e in che ordine farle.

ATTIVARE LA LUCE: appena domani hai le chiavi di casa in mano, salta sulla bici, corri alla casa, entra, tu, con le tue chiavi a casa tua, fatti un piantino, poi leggi il numero del contatore, chiama l’A2A, fai la voltura delle utenze della casa vecchia e richiedi che attivino queste a nome tuo. Per il gas aspetta, tanto finché non hai la cucina. Poi fumati una sigaretta a casa tua.

Stuccare i buchi nei muri: stucco, spatolina.

Tinteggiare le pareti: colore, pennelli, rulli, retina, scala, nylon per coprire il pavimento, scotch di carta, secchi.

Pulizie radicali: mocio, detersivi, spugnette, guanti, bombe a mano.

Ecco. Lo sapevo.

Licia spegne la sigaretta. Alza lo sguardo su di me e mi guarda, con quei suoi occhi azzurro colluttorio. Si scosta un ricciolo dal viso. Non sorride.

Da sola non ce la farai mai.

Grazie Licia. Grazie per la fiducia. Ma io non sono sola.

Io mi sono portata avanti. E ho chiamato la famiglia.

fb

E come funziona la Pasqua al contrario? Funziona che i miei amici domenica sera prendono una macchina, passano a casa dei miei genitori e si caricano un frigo, un piumino, un sacco a pelo, un quadro, e tutto il vino e il cibo che sta nel bagagliaio, e dalla provincia di Udine vengono a Milano. Il lunedì di pasquetta sarà dedicato nella mia casa nuova a tutti i lavoretti che riusciamo a fare, pulizie comprese. Martedì mattina ripartono per tornare a casa. La Pasqua al contrario è una di quelle situazioni in cui riesci a fare qualcosa solo se ti aiuta chi ti vuole veramente bene, e non sta tanto a chiedersi che senso ha, a che cosa serve. Lo fa e basta.

Quindi, cara Licia. Dopo tanti anni senza sapere niente di te, non facciamo adesso che non ci vediamo più. Ci vieni da me a Pasquetta? Ci terrei molto a presentarti i miei amici.

Lei non risponde, ma mi sorride.

Poi la luce bianchissima lentamente sfuma, e lei non c’è più.

Chissà se verrà.

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3 pensieri riguardo “CASA! Licia Colò, le riunioni di produzione, la Pasqua al contrario.

  1. Appena pubblicato questo post, vengo contattata via chat su facebook da un’amica con la quale ho il seguente dialogo:

    AMICA:
    Mio padre se la trombava Licia Colò.
    IO:
    Come scusa?
    AMICA:
    Mio padre si trombava Licia Colò.
    IO:
    Ma che davero?
    AMICA:
    Eh sì altrimenti mica lo dicevo…

    Liiiiciaaaa….

  2. Ancora dalla chat:

    AMICA:
    Era divertente, perché io la vedevo a Bim Bum Bam, e invece era un bello zoccolone. Dovevi aggiungere anche che è un bello zoccolone, altro che visione candida…
    Anzi: quasi ci tengo che tu aggiunga che è un bello zoccolone.

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