CASA! Licia Colò, ufficio, pioggia e lavoretti a lungo termine.

Mattina annoiata piove che non la finisce più.

Ufficio mezzo vuoto e silenzioso, tutti sfasati dalle serate del PLAYFESTIVAL, chi arriva prima, chi arriva dopo, chi anche se arriva non è qui.

Fa così grigio e così pioggia che nessuno ha voglia di uscire a prendersi cibo per il pranzo, ordiniamo delle pizze, e le aspettiamo con lo sguardo vitreo e il viso illuminato dalle luci dei monitor dei computer delle scrivanie. Ho le testa così vuota che i pensieri mi fanno l’eco nel cranio.

Guardo senza leggerle le 185 mail arrivate tra ieri sera e stamattina. Cose che so già. Cose di cui ricordarsi. Cose da fare.

Improvvisamente lo schermo diventa tutto bianco – ecco, si è impallato di nuovo. Poi diventa tutto nero – ecco s’è rotto vado a casa.

CIAO…

Oddio. Il computer mi parla.

CIAO. SAI CHI SONO, VERO?

Questa voce…

TI SEI DIMENTICATA DI ME?

Mi guardo intorno. Nessuno dei miei colleghi sembra accorgersi di niente. Mi avvicino al monitor quasi lo abbraccio.

Licia – dico sottovoce – Sei tu?

CIAO.

Cosa ci fai nel computer dell’ufficio?

NON SONO NEL COMPUTER. SONO QUI SOTTO. Ed esce sgranchendosi le lunghe gambe da sotto alla mia scrivania.

Oddio. Licia Colò sotto la mia scrivania. Non ci credo. Non ci credo. Non ci credo.

TI SEI DIMENTICATA DI ME.

No no no è solo che sai con il festival il lavoro le cose …

NON IMPORTA. NEANCHE IO MI SONO FATTA VIVA.

Già. Stai bene?

STO PARTENDO. PER I TROPICI.

Con questo tempo?

INFATTI SONO GIA’ IN RITARDO.

Una folata di quello che mi sembra vento spalanca la finestra dell’ufficio, un rumore assordante, entra nel mio campo visivo un elicottero dell’esercito americano di quelli che si vedono nei film di guerra che atterra in mezzo alla rotonda di via Boifava. Un militare saltà giù e spara un razzo di segnalazione verde. Niente oltre a me e a Licia nota lo spettacolo surreale.

VADO.

Di già?

RICORDATI DEL PESCE. 

Mi lascia le chiavi sulla scrivania, con un balzo è fuori dalla finestra, e poi subito sull’elicottero che decolla e scompare nel cielo.

La finestra si richiude da sola. Ritorno alla mia scrivania. Ci guardo sotto. Incredibile. Guardo i miei colleghi, volti pallidi inespressivi persi nei loro file excel.

Sul mio tavolo è volata una piuma di piccione. E un bacio stampato rosa chiaro di rossetto mi saluta dal monitor del computer.

Cara Licia,

chissà che cosa sarà mai questa cosa per cui ogni tanto le nostre strade si incrociano.

Io mi sento un po’ in colpa, non ti ho mai ringraziato per l’incoraggiamento che mi hai dato quando pensavo di non farcela. Pensare a te nei momenti d’incertezza mi ha fatto sentire meno sola.

Casa sta meglio, un pezzetto alla volta avanzano i lavori di micropassettini di cui sono fiera solo io.

Spero presto di poterti invitare per un aperitivo, o una cena.

Ti allego le foto della mia ultima fatica, il lavabo della cucina (come tutto il resto, da finire – ma in ogni caso, imperfettamente fatto a mano).

A presto, tua

S:

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