LUGLIO! di un insettino incazzato nero, della passione per il cetriolo, ma soprattutto di una certa confusione.

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Definitivamente.

Uno non ha neanche più la possibilità di annoiarsi. Ma di annoiarsi davvero. Seriamente. Di lamentarsi, cristo. La mia vita è piatta triste non succede mai niente che noia.

Non lo penserò mai più.

Ti giuro chiunque tu sia che non lo penserò mai più.

Mai più insoddisfazione.

Meglio una sana vita piatta che gli avvenimenti delle ultime ore – carote parlanti, grandi volontà, io la prescelta per chissà cosa.

C’ho l’ansia.

Giuro che non mi lamenterò mai più – di una vita tranquilla, di un lavoro che ti piastrella il cervello, e ti fa diventare brutto molle apatico…

Ecco. Lo sto facendo di nuovo.

BASTA.

Da oggi il mio motto sarà EVVIVA LA NOIA.

Me lo ripeto come un mantra mentre mangio tutta la verdura che ho in frigo prima che si metta a parlarmi.

Sto sbucciando il mio cetriolo, contorno prelibato per le polpette che ho cucinato (NB: ammazzare la rima) – da poco sono stata nominata Regina delle Polpette da qualcuno che se ne intende – e mi rendo conto che non ho mai condiviso con nessuna delle mie fidanzate la passione per il cetriolo (NB: fraintendibile). Sopravvissuta a una serie di relazioni simbiotiche e mimetiche e drammatiche, durante le quali pensavo che non mi piacesse neanche più – il cetriolo – (NB: vedi sopra), adesso che sono adulta sono arrivata alla fase CIOTOLINA A PARTE.

Rifletto profondamente mentre sbuccio, l’occhio mi cade sul muro dove è andata a posarsi una coccinella (vedi: i lati positivi e sorprendenti della periferia – oltre alle troie dell’ERG). Appoggio delicatamente il cetriolo (NB: valutare di cambiare ortaggio), e con una bolletta scaduta cerco di raccogliere la povera bestiola per guidarla verso la libertà.

Col dito la faccio cadere sulla carta, poi vado verso la finestra. Ma la bestiola spicca il volo per posarsi di nuovo sul muro. Piccola bestiola. Bella grossa, in verità, con le ali giallo senape e i puntini neri. Sarà una coccinella davvero o un temibile parassita che vuole annidarsi a casa mia?

Ritento, ma l’operazione di nuovo fallisce, e la bestiola torna al suo posto.

Ritento, ritento, ritento.

Alla – credo – millesettecentesima volta, mi scoccio.

– Allora lo vedi che sei stronza.

Stronza sarai tu. Mi risponde lei con un vocione profondo che mi ricorda Barry White.

– Che caratterino.

Eh no mi hai rotto le palle. Voglio stare qui, sul muro, ok?

– Pensavo che stessi meglio fuori, nel tuo habitat, all’aria aperta …

Non me ne frega un cazzo di quello che pensi.

– Ok ok calmati.

E ci provi una, e ci provi due, col ditino a tirarmi giù dal muro. Adesso mi hai proprio fatto girare le palle. Se sto qua è perché ci voglio restare ok?

– Sì ma è casa mia.

E quindi? Devo pagarti la bolletta?

– Sei una coccinella?

No. Un elefante. Barry White ride. Io la fisso con odio.

Cazzo guardi?

– Niente niente.

Ti sei offesa?

– No.

E invece sì.

– No.

Lo so che ti sei offesa.

– Beh sei stata un po’ aggressiva.

Vedi? Vedi che sei una permalosa del cazzo? Senti, la gente fa la sua vita. La devi finire con questa cosa di voler sempre salvare tutti. Sottosotto io e te lo sappiamo che non te ne frega niente.

– Ah sì lo sappiamo?

Sì, che lo fai solo per renderti necessaria, perché hai paura di essere abbandonata bla bla bla.

Sticazzi.

Sto per rispondere, poi penso. Sto parlando con una coccinella. Faccio un passo indietro. A questo punto mi sembra evidente che una qualche entità soprannaturale sta cercando di dirmi qualcosa.

Io ti conosco. Riattacca Barry.

– Davvero?

E’ un bel po’ che ti osservo. Sono una spia.

– Spia?

Della Grande Volontà.

– Non mi venire a dire ti prego che sei venuta anche tu a dirmi qualcosa.

Allora vedi che non mi ascolti?! Sono solo venuta a tenerti d’occhio. Ti osserviamo da tempo.

– Ho un déjà-vu.

Abbiamo scelto te.

– Ecco fatto.

Manca poco.

– Non vedo l’ora.

Vieni qui.

– Sul muro?

Guardami negli occhi.

– Una parola.

Guardami.

Fisso gli occhi sulla coccinella. Non succede niente. Poi lentissimo le ali color senape iniziano a prendere sfumature rosse, poi diventano decisamente rosse, rosso acceso, poi ancora lentissimo passano dal giallo zafferano per diventare verde acido, poi ciano, e blu elettrico, il ritmo dei colori si fa sempre più incalzante, mi sembra che le luci della cucina si abbassino, che tutto si faccia più buio intorno a me, e i colori sono sempre più veloci e pulsano, la coccinella ora emana una luce che riflette sui muri bianchi, ormai è stroboscopica la velocità con cui i colori si alternano, io vorrei andarmene ma non riesco a non guardare, non posso, non riesco, sento i lampi di luce entrarmi negli occhi fino nel cervello, non posso non guardare voglio scappare ma non ci riesco.

Poi svengo.

E tanti bacioni.

 

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Un pensiero riguardo “LUGLIO! di un insettino incazzato nero, della passione per il cetriolo, ma soprattutto di una certa confusione.

  1. 1) La prossima volta che vengo a Milano voglio assaggiare le polpette 😀 Sono un intenditore di fama internazionale 😛
    2)”Abbiamo scelto te.” AHAHAHAHAHAHAHAH Ammazza che cu… fortuna.

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