LUGLIO! di europass e vocine e volontà che stanno nelle carote ma soprattutto beltempo.

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Cosa fai a luglio se la tua vita lavorativa ti soddisfa e corrisponde e sazia pienamente corpo mente portafogli ed è buona qui e buona qui come il tè ATI?

Ti dedichi alla scrittura del tuo curriculum europeo, si sa mai che trovi anche qualcuno che possa essere interessato a leggerlo.

Il curriculum europeo: quest’invenzione di Satana.

Le guide di compilazione online: quest’invenzione di Satana.

Perché a noi che abbiamo questa leggera tendenza all’autoanalisi? all’ascolto di noi stessi? alla spiritualità? – no, niente di tutto questo, abbiamo soltanto questa leggere tendenza ALLO SPROFONDO e prendiamo sempre tutto così seriamente, e se non tutto, sicuramente le cose futili (poi ci riserviamo invece l’atteggiamento postadolescenziale dei cazzoni avariati per le cose importanti) come vuoi che ci sentiamo davanti a quell’insipido form e alle sue scomode domande? Tralasciando poi la difficoltà tecnica nel riordinare date nomi luoghi ma soprattutto DATE, a noi che abbiamo una memoria DI FERRO le date ci fanno una pippa, ci fanno. E poi – se ho lavorato 10 giorni con 10 persone diverse devo metterle tutte e dieci? E magari fossero solo dieci, mi sa che negli ultimi 15 anni sono un po’ di più. E davanti a questi ostacoli, sarà mica meglio farsi prendere dallo scoramento iperemotivo del “ecco non ho fatto niente nella vita ho sprecato i miei anni migliori in fondo che cosa sono? cosa so fare?”

Ovviamente sì, è meglio.

Quindi con un certo nervosismo degli arti, fumando una paglia, mentre fuori piove – cristo piove sempre – il cervello si allontana e viaggia verso la spesa da fare per la cena prevista in serata, cosa comprare tra quanto uscire dove andare a fare la spesa, cose importanti di questo genere.

E’ lì che mi sento chiamare.

Mi guardo intorno.

Mi sento ancora chiamare.

Chi sei?

– Sono sempre io.

La carota pensante?

– Non la carota, bensì la volontà che sta nella carota.

E dov’è la carota?

– In ufficio, nel cestino dell’umido.

Non ti si può proprio nascondere niente.

– A proposito, l’odore che fai finta di non sentire è l’umido da buttare.

Io odio l’umido.

– Anche a lui gli stai sul cazzo. (risatina buffa)

Dai. Se non sei la carota, cosa sei?

– In questo momento, niente.

Niente tipo …?

– Niente tipo niente.

Uno non può essere niente.

– Infatti non sono uno.

Adesso mi verrai a dire che sei trino.

– Questa non l’ho capita.

Non c’è Gesù sul tuo pianeta?

– Gesù chi?

Uno. Anzi, uno e trino. Uno con la barba. Niente. Lascia stare. Quindi?

– Eh quindi niente.

Giusto. Quindi sei niente.

– Posso essere quello che voglio.

Anche niente?

– Anche niente.

Che bomba.

– E nel mio niente sono venuto sul tuo pianeta…

… con una missione. E questa missione era metterti in contatto con me. Per dirmi che …

– Ti teniamo d’occhio.

Senti ma tu sai tutto?

– Di te, so abbastanza.

E perché io?

– Così è stato deciso.

Che solennità.

– Puoi dirlo forte.

CHE SOLENNITA’.

– Non fa ridere.

A me un po’ sì.

– Non capisco perché tu non voglia prendermi sul serio.

Forse per la carota?

– Dici che era meglio una zucchina, o …

Mi stai prendendo in giro?

– Mmm. Sì.

Dai. Dimmi quello che mi devi dire. Che devo andare a comprare le salamelle per la grigliata.

– E il periodo vegetarian-crudista?

Sospeso nel weekend.

– Sono venuto a dirti che tra non molto succederà qualcosa, e vedi di farti trovare pronta.

Non ci si annoia mai.

– Mi sto rompendo le palle.

– Non importa. Sapevamo che non sarebbe stato facile.

Sapevamo chi?

– Noi.

Noi chi?

– Non te lo posso dire adesso.

Perché invece di fare avanti e indietro non mi dici tutto in una volta?

– Qui non facciamo avanti e indietro. Siamo sempre qui.

Qui dove?

– Qui. Con te.

Perché?

– Fai troppe domande. Ricordati. Succederà qualcosa.

Senti mentre profetizzi già che sei qui non è che mi butteresti l’umido? Adesso la sento, la puzza.

– Non è l’umido. Sono stato io. Scusa.

Come faccio a prenderti sul serio? Prima la carota parlante, poi le puzzette …

– Succederà qualcosa.

E come lo sai?

– Perché so tutto. Ricordatelo.

Va bene. Ma se ti do 15 euro mi compili il cv europeo?

 

Silenzio. Anche stavolta, se n’è andato così com’è arrivato. Rimane solo nell’aria uno strano odore, e lo giuro su dio, non è il sacchetto dell’umido.

Ma chi sono questi? Creature dello spazio? Spiriti inquieti? Con che strane realtà parallele sto entrando in contatto? “Siamo sempre qui”. Anche adesso? Mi guarda senza parlare? E’ qui da qualche parte? E Britney Spears riuscirà mai a sfuggire al complotto ordito contro di lei? Elvis che cosa farebbe se fosse al mio posto?

Mi alzo, vado alla finestra, fumo una paglia, e penso guardando la strada con le macchine incolonnate nell’ora di punta. Penso.

Meglio salamelle o hamburger per la grigliata?

Qui le altre puntate.

 

 

pioggia

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