7. Sogno secondo.

Sono con mio padre, sul vialetto d’ingresso di casa.
Camminiamo verso il garage. Nelson ci segue, poi corre dietro a un piccione, poi ci raggiunge, ci gira intorno, ci accompagna.
Papà si ferma fuori dal garage, il portone è chiuso per metà, papà mi si mette davanti.
– Allora, adesso entriamo nel garage e tu devi vedere, va bene?
– Vedere cosa?
– Vedere tutto come non l’avessi mai visto prima. Va bene?
– Sì, papà.
– Se impari diventerai un bravo poliziotto.
– Come te, papà?
– Sì, come me. Sei pronto?
– Sì.
Papà alza il portone.
Il buio esce dal garage e inghiotte la luce.
Fuori si fa notte.
Faccio qualche passo avanti.
– Cosa vedi? Dai un’occhiata in giro.
Mio padre resta alle mie spalle.
– Boh, niente. Il tavolo, il tavolo è spostato.
Mi avvicino al tavolo, c’è una gran confusione sopra. Ci sono degli stracci, sporchi, degli attrezzi, sporchi.
– Cos’è successo papà?
– Dimmelo tu. Guarda. Vedi.
Gli stracci sono sporchi di scuro, incrostati. Una grossa macchia scura, secca, sul piano del tavolo.
– Cosa vedi?
– Non lo so, è tutto sporco.
– Dimmi cosa vedi.
Dal piano seguo con gli occhi una goccia scura colata lungo la gamba del tavolo.
Sotto il tavolo c’è una scatola di cartone.
– Cosa vedi?
La apro.
Dentro ancora stracci sporchi, incrostati, odore cattivo.
Li scosto.
– Cosa vedi?
Dentro la scatola, tutto sporco di sangue, c’è Nelson.
E’ morto. Fatto a pezzi.
Alzo la testa. Mio padre non c’è più. Si è fatto silenzio, è tutto buio fuori dal cono di luce della lampadina che pende dal soffitto.
Riabbasso gli occhi. Nella scatola non c’è Nelson, spunta una mano, scosto gli stracci, vedo la testa spaccata di mio padre.
Le mie mani appiccicano sporche di sangue me le pulisco sui pantaloni.
Devo far sparire questa scatola.
Non sono stato io.
Devo nascondere la scatola.
Cerco di sollevarla è pesante il cartone zuppo di sangue mi scivola la scatola si sfonda si scompone tra le mie mani tutto cade a terra.
Mi chino per raccogliere il corpo, scosto gli stracci incrostati: non c’è più Nelson, non c’è più mio padre, tra quegli stracci sporchi fatto a pezzi ci sono io.

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